Che il popolo irlandese fosse friendly lo sapevamo già e le competizioni sportive lo hanno confermato. Il segreto di un popolo che ha fatto della sua festa nazionale una giornata celebrata in tutto il mondo

Quest’oggi il post approda nell’isola a nord dell’Europa nota come il Paese verde, colore che caratterizza la festività che cade il 17 marzo, giorno in cui questa scelta cromatica influenza l’abbigliamento, gli addobbi, i cibi e le bevande.

Ci sono festività che si legano a dei luoghi pur non appartenendo alla tradizione di quel posto e poi ritornano nella propria terra per essere consacrate a tutti gli effetti. È quanto successo alla Festa di San Patrizio, festa degli irlandesi, nata in America nella seconda metà del Settecento ma sono agli inizi del Novecento diventa ufficiale in terra d’Irlanda. Attraverso questa festività, quest’oggi il post approda nell’isola a nord dell’Europa nota come il Paese verde, colore che caratterizza la festività che cade il 17 marzo, giorno in cui questa scelta cromatica influenza l’abbigliamento, gli addobbi, i cibi e le bevande.

Verde è anche il trifoglio simbolo della cultura irlandese, secondo una delle leggende associate a San Patrizio fu lui stesso a spiegare agli irlandesi le tre foglie come la Santissima Trinità.

Divisa nella Repubblica d’Irlanda e nell’Irlanda del nord, gli irlandesi dell’isola e quelli emigrati si riuniscono in parate e feste private e pubbliche accomunati da questa tradizione che ormai viene ricordata anche dai non-irlandesi e, anche se cade quasi sempre nel periodo quaresimale, come Bono degli U2 disse una volta: “la Quaresima, come ogni irlandese potrà confermare, si ferma il giorno di San Patrizio”.

La gastronomia irlandese predilige sia carne che pesce per lo più bolliti, zuppe e il blasonato fish and chip. Tra le bevande come avevamo già parlato nel post della Candelora e i Celti “Luce che unisce”, è la birra ad essere la più usata ma anche il wiskey, bevanda ottenuta dalla fermentazione del malto e di altri cereali.

E a proposito di birra la ricetta di oggi prende il nome dalla birra irlandese più conosciuta: impariamo a preparare la Guinness cake. Guardando i programmi di cucina in lingua, questa è la ricetta di Nigella Lawson, britannica DOC, la considero la più reale rispetto a quelle che si trovano in rete, mentre per le istruzioni seguo la mia scuola di pensiero 🙂

Ingredienti

  • 250 ml di Guinness
  • 250 gr di burro
  • 75 gr di cacao in polvere
  • 400 gr di zucchero di canna (scuro possibilmente)
  • 150 ml di panna (non zuccherata)
  • 2 uova grandi
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia (o una bustina di vanillina)
  • 275 gr di farina 00
  • 2 cucchiaini e mezzo di bicarbonato di sodio (o 1 bustina di lievito per dolci)

PER IL TOPPING (la parte da guarnire)

  • 300 grammi di mascarpone
  • 150 grammi di zucchero a velo
  • 2 cucchiaini amido di mais
  • 125 grammi panna da montare

Istruzioni

Setacciamo in una ciotola la farina insieme con il bicarbonato (o lievito) e il cacao amaro. Poi mettete in una ciotola il burro morbido e lo zucchero di canna e amalgamiamo con le fruste fino ad avere una crema. Aggiungiamo le uova ad una ad una e continuiamo ad amalgamare fino a che non saranno ben incorporate nel composto. Aggiungiamo un cucchiaio alla volta il composto delle polveri fino ad ottenere un impasto omogeneo e cremoso. Aggiungiamo la birra Guinness a filo continuando a mescolare. Se utilizziamo la carta forno per foderare il nostro stampo ho comunque l’abitudine di imburrarlo cosi che resti aderente. Per questo composto usiamo uno stampo con la cerniera con un diametro 22-24 centimetri, versiamo l’impasto e lo cuciamo in forno statico preriscaldato a 180 gradi o ventilato a 160 gradi. Tempo di cottura varia dai 45 ad un’ora dipende dal forno e se abbiamo scelto se utilizzare il forno statico o ventilato, prova stecchino è sempre consigliato. Prepariamo il topping della nostra torta montando con le fruste il mascarpone con lo zucchero a velo e l’amido di mais. Montiamo la panna e poi la incorporiamo un po’ alla volta al composto di mascarpone. Siamo pronti per guarnire utilizzando una spatola versiamo il composto sulla torta che avevamo lasciato raffreddare creando quell’effetto disomogeneo che assomigli alla schiuma appena spillata della famosa birra Guinness.

Che ci troviamo ancora o meno nella settimana di San Patrizio, io questa torta la preparo anche nel resto dell’anno e se per voi sarà lo stesso, spero presto di vedere le vostre condivisioni.

Per voi che avete deciso di viaggiare in mia compagnia alla scoperta di popoli più o meno conosciuti attraverso le tradizioni e la cucina, ci dedichiamo la benedizione del viaggiatore attribuita a San Patrizio, pellegrino in terra d’Irlanda che portò la cristianità tra la gente :

“Sia la strada al tuo fianco, il vento sempre alle tue spalle, che il sole splenda caldo sul tuo viso e la pioggia cada dolce nei campi attorno e, finché non ci incontreremo di nuovo, Iddio ti protegga nel palmo della Sua mano”