Come già promesso nei post precedenti, questo mese di maggio lo avrei dedicato alla mamma e a tutto ciò che gravitasse intorno a questa splendida figura nel campo delle arti. Ma questa settimana a malincuore devo rinunciarci nonostante avessi già in mente cosa scrivere. 

Gerusalemme

Non si può restare impassibili di fronte alle immagini che ci arrivano dal MediOriente, una Gerusalemme sotto attacco. Per chi come me ha solcato le strade della Terra Santa, sa quale profondo significato assume per i credenti. Per tutti le immagini che in questi giorni vediamo gridano alla follia di popoli stremati da una guerra insensata. Eravamo così fieri di Israele che aveva detto addio alle mascherine all’aperto, che aveva riaperto tutte le attività e le città pullulavano di vita sociale. Con la tristezza nel cuore affido queste righe ai lettori ignari di quanto sta accadendo, a chi si è distratto tra una notizia e l’altra proprio quando parlavano di politica estera al tg, a chi ha guardato e ascoltato e ha esclamato: si va be’, ma lì è sempre così, gli israeliani che rompono con i territori occupati….e bla bla bla.

La storia di questi Paesi è molto più complessa e le ragioni di questa guerra assurda non vanno semplificate in stereotipi del tipo” ebrei e musulmani, Israele di destra, Palestina di sinistra”. Non mi occupo di geopolitica ma amo conoscere e far conoscere e cerco di farlo in maniera meno noiosa possibile, spero di essere sulla buona strada. Ecco perché per spiegare quanto sta succedendo in questi giorni in MediOriente non rimando a guardare talk politici, documentari (che pur amo tanto) ma una serie tv che trovate su Netflix: FAUDA.

FAUDA

In arabo significa ‘caos’, fotografa la cruda e violenta realtà israelo-palestinese, unità segreta d’élite che vede i componenti infiltrarti ogni giorni nei territori della Cisgiordania occupata, uccidendo “i cattivi” palestinesi. Vi avevo già parlato di questi Paesi nel post sul film “West Bank Story”, oggi vi parlo di questa serie di successo globale che ha suscitato polemiche e sentimenti contrapposti, sopratutto nei palestinesi che vedono in questa serie quasi la glorificazione dei militari israeliani, ma Lion Raz, ideatore di Fauda ed ex membro delle forze speciali, precisa “Quando parlo a israeliani di destra mi dicono che davanti a Fauda hanno per la prima volta sentito compassione per i palestinesi. Siriani, yemeniti, libanesi mi hanno detto che davanti a Fauda hanno provato compassione per gli israeliani”. 

In attesa della quarta stagione, le prime tre vi faranno scoprire la dedizione palestinese alla famiglia, tra il movimento e la famiglia scelgono la famiglia e se si uniscono al movimento è solamente per vendicare la perdita di un membro della famiglia. Dall’altra parte invece, troviamo gli israeliani incorruttibili per la causa del proprio paese.

Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo – dice il Signore – progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza. Geremia 29:11

Uno sguardo attento sul messaggio biblico per i governatori di quella terra, potrebbe essere utile.