In questo periodo ho cercato sempre di evitare di parlare dell’argomento che segue, fino ad oggi. In questa settimana c’è stata l’ultima puntata di un programma iniziato il 30 giugno scorso. Quest’oggi voliamo su una delle più grandi isole del territorio italiano perché è proprio lì che il programma viene registrato: Sardegna

Veniamo da un ventennio di programmi televisivi dove le veline, le letterine eccetera, passavano in rassegna ogni centimetro del proprio corpo coperto solo da due strisce orizzontali una all’altezza dei seni (evviva Dio) ed una nel basso ventre. Il programma nasce nel 2005 con un nome differente ma dal 2014 ed ininterrottamente, Temptation island non si è arrestato nemmeno nell’anno del COVID, incrementando di puntate e di cast dalla versione “gente comune” e versione “Vip”.

Sulle note di Love the way you lie, Amo il modo in cui menti, il programma ci mostra quale “viaggio nei sentimenti”, come si sottolinea costantemente, le coppie presenti percorrono attraverso le indaffaratissime giornate piene di attività come stare in spiaggia, fare un giro in barca, cenare al ritmo di reggaeton e trenini da ultimo dell’anno con bagno finale in piscina. In tutto questo bailamme, l’opinione pubblica arriva alle seguenti considerazioni: se sei la lei della coppia sei una ragazza facile se fai amicizia con uno dei ragazzi single, se sei il lui della coppia sei uno sveglio, un grande, uno che ha capito tutto dalla vita se fai amicizia con una ragazza single. Se sei la tentatrice, la frase tipo che si sente in giro è: quella lì? è una poco di buono. Se sei il tentatore: lui sì che sa come fare. Eppure se fosse solo gli spettatori di sesso maschile ad esprimersi così, si potrebbe pensare ai soliti luoghi comuni, ma se a pronunciare queste parole provengono dal gentil sesso, la cosa mi inizia un po’ a preoccupare e mi chiedo il perché. Quello che vedo io in questo programma è quel viaggio nei sentimenti nella parte peggiore di un rapporto. Non trovo ragion per cui questi programmi debbano essere la consacrazione dei rapporti di coppia dove arrivano nel resort già con problemi credendo che con una vacanza di 21 giorni (c’è chi lo comprende prima) si possa arrivare alla fine o alla certezza di un futuro insieme. Classifico questo programma tra quelli diseducativi e che continueranno ad influenzare quei milioni di spettatori che ogni anno ne garantiscono la sopravvivenza.

Peccato che nel programma si mostri poco il cibo che hanno il piacere di gustare ogni giorno. La tradizione culinaria sarda è tra le mie preferite e quest’oggi ho davvero l’imbarazzo della scelta su cosa proporre di cucinare insieme a voi. Se penso al periodo di dieta nel quale mi trovo dovrei rinunciare a molti piatti, ma questo credo che troverà un giusto equilibro tra chi tiene alla propria linea e chi, da buongustaio, non vuole rinunciare: Fregola ai frutti di mare.

INGREDIENTI

  • 320 g Fregola sarda
  • 300 g Vongole
  • 300 g Cozze
  • 400 g Gamberetti
  • 2 Calamari
  • 300 ml Salsa di pomodorino
  • 1/2 bicchiere Vino bianco
  • 2 spicchi Aglio
  • Peperoncino
  • Sale
  • Olio extravergine d’oliva
  • Prezzemolo

PREPARAZIONE

  • Dopo aver cercato un buona buona pescheria o se avete già quella di fiducia, chiedete se le vongole abbiano bisogno di lasciarle spurgare, altrimenti le sciacquiamo ed insieme alle cozze, che avremo provveduto a privarle di alghe e pulirle, li mettiamo in padella con coperchio a fiamma alta per qualche minuto per farle aprire.
  • Poi filtriamo il sughetto ottenuto. Togliamo i molluschi dai gusci lasciandone solo qualcuno per decorare e teniamo da parte.
  • Puliamo i gamberetti, testa, carapace ed eliminare il midollino nero con l’aiuto di uno stuzzicadenti, poi sciacquare bene.
  • Per i calamari, io chiedo già al mio pescivendolo di fiducia (Giorgio) di privarli della pelle ed delle interiora. Una volta a casa penso solo a sciacquali bene e a tagliarli ad anelli.
  • Schiacciamo gli spicchi d’aglio e li facciamo rosolare in una padella capiente con un filo d’olio, poi aggiungiamo i calamari e lasciamo insaporire.
  • Aggiungiamo i gamberi e sfumiamo con il vino bianco.
  • Uniamo la salsa di pomodorino ed il sughetto dei molluschi e facciamo cuocere per circa 15 minuti.
  • Regoliamo di sale e di pepe, poi aggiungiamo le cozze e le vongole e spegniamo il fuoco. Filtriamo il tutto così separiamo il pesce dal sughetto.
  • In una pentola capiente, scaldiamo un filo d’olio ed aggiungiamo la fregola.
  • La fregola è la pasta tipica sarda che troviamo comodamente in bottega, al supermercato.
  • Facciamo tostare qualche minuto, poi aggiungiamo un mestolo di sughetto e lasciamo assorbire. Procediamo con la cottura come fosse un risotto.
  • Se il sughetto è finito, aggiungiamo qualche mestolo d’acqua non salata, perché il sughetto dei molluschi è già molto sapido.
  • Quando la fregola è quasi cotta, aggiungiamo i frutti di mare e terminiamo la cottura.
  • Lasciamo riposare un paio di minuti in pentola.
  • Serviamo completando con i molluschi nel loro guscio ed una manciata di prezzemolo tritato finemente.
    Buon appetito!

Vi prometto che torneremo a parlare di Sardegna, terra dalle antiche tradizioni, terra di mare e di natura selvaggia.

Dogna cosa a tempu suu