Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione, il mese in cui si ricorda l’importanza di effettuare screening periodici. Tanti personaggi famosi e comuni che appuntano un fiocco rosa al petto a sostegno di chi ogni giorno combatte contro il cancro al seno. Per la stessa finalità, grandi marchi della cosmesi e della cura della persona hanno deciso di promuovere eventi e promozioni sui propri prodotti, parte dei ricavati saranno devoluti alle fondazioni e associazioni che si occupano della lotta contro il cancro.

Il nostro viaggio oggi si tinge di rosa, non lo faremo parlando di eventi e raccolta fondi ma di come possiamo percorrere una strada della prevenzione che oltre agli screening prevede un’attenzione particolare nelle nostre abitudini alimentari e un documentario può essere di utilità: The C World. 

Narrato da Morgan Freeman e diretto dalla regista Meghan L. O’Hara, sopravvissuta ad un cancro al seno, visibile su Netflix.  Con il documentario tra interviste e narrazioni delle proprie esperienze, si punta un sguardo critico alla medicina tradizionale. Ciò che mostra questo documentario è che molte persone potrebbero trovare beneficio cambiando lo stile di vita, sopratutto per quel che concerne l’alimentazione. Il documentario, americano, tiene presente delle abitudini di quella parte del mondo occidentale, che insieme ad una alimentazione poco affine ad uno stile più sano, ne peggiora la condizione, ma anche delle influenze delle lobby. Mostra come la medicina tradizionale continua a puntare su come eliminare le cellule cancerose (più che giusto), ma che dovrebbe pensare anche a come rafforzare il corpo da guarire. Non so quali siano i protocolli della medicina in Italia, magari avrei dovuto intervistare un medico piuttosto che consigliare di guardare un documentario. Sapete che il mio ruolo in questo blog è solamente di lasciare dei feedback, di dare dei punti di riflessioni dai quali partire. Sia ben chiaro che questo documentario non presenta alcuna cura né tanto meno un messaggio di speranza. Credo che vada visto, per ricordarci che le nostre abitudini possano essere influenti per lo svolgimento  della nostra vita. Le tossine presenti nei cosmetici, nei prodotti per la casa, lo stress prolungato con continua secrezione del cortisone e dell’adrenalina, l’esercizio fisico, l’alimentazione. Sono elementi elencati per il metodo “anticancer” di cui si parla nel documentario, che non vuole essere assolutamente una cura per il cancro, ma che se utilizzato può rendere il proprio corpo inospitale per un tumore, o se già diagnosticato, può tenerlo a bada.

Da un po’ di anni seguo Marco Bianchi, tecnico biochimico, collaboratore e divulgatore della fondazione Umberto Veronesi, ha pubblicato numerosi libri e participato a numerose trasmissioni televisive dove, con la passione per la cucina, mi ha appassionato a prediligere alcuni alimenti piuttosto che altri, anche se alle volte non ho condiviso i titoloni dei suoi post. Alimenti da prediligere sono cibi freschi, poco trattati e ricchi di vitamina C, quindi frutta e verdura, cereali e legumi. Di seguito vi riporto una sua ricetta così come riportata sul sito della fondazione Umberto Veronesi: Farinata Toscana.

INGREDIENTI

  • 250 g di fagioli borlotti
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 foglie di salvia
  • 100 g di cavolo nero
  • 2 grandi pomodori maturi
  • 1/2 costa di sedano
  • 1 carota
  • 1/2 cipolla
  • 150 g di farina di mais integrale
  • caprino fresco
  • olio extravergine di oliva
  • sale 
  • pepe

PREPARAZIONE

  1. Mettiamo i fagioli in ammollo in acqua fredda per una notte.
  2. Sciacquiamoli, li mettiamo in una casseruola con 1 spicchio d’aglio e la salvia, copriamo d’acqua fredda e cuociamo a fuoco basso per circa 2 ore.
  3. Saliamo, togliamo salvia e aglio, e scoliamo i fagioli. Frulliamo metà conservando l’acqua di cottura.
  4. Mondiamo ora il cavolo e sbollentiamo le cimette per alcuni minuti, quindi sgoccioliamo bene e sminuzziamo. Laviamo i pomodori tagliadoli a pezzetti. Tritiamo finemente il sedano con la carota, 1 spicchio d’aglio e la cipolla.
  5. Facciamo dorare il tutto in un tegame capiente con un po’ d’acqua, uniamo i pomodori a dadini e cuociamo per 10 minuti.
  6. Aggiungiamo i fagioli, 2 bicchieri della loro acqua e il cavolo, lasciamo cucinare per 20 minuti.
  7. Ora, versiamo in pentola 1 litro dell’acqua di cottura dei fagioli. Saliamo, pepiamo e mescoliamo mentre aggiungiamo la farina a pioggia. Cuciniamo per altri 40 minuti mescolando.
  8. Prima di servire insaporiamo con il caprino fresco.