In un anno, un’altra era. THE MORNING SHOW, dal ME TOO alla PANDEMIA

Un anno esatto da quando ho iniziato a scrivere il mio blog dalla scrivania di casa mia, dove guardando attraverso la finestra, scorgevo delle montagne che non avrebbero fatto da barriera al mio desiderio di poter far guardare oltre i miei lettori, di non limitare la loro vista, di non precludere la loro mente di viaggiare attraverso i miei post alla ricerca di nuovi Paesi da scoprire, capire, comprendere. L’ho fatto in un modo mi auguro semplice come la visione di film, di documentari, attraverso l’analisi di canzoni, di opere d’arte, di libri, tutto questo ricondotto agli usi e costumi delle terre che “abbiamo visitato”. Ho cercato di prendervi per la gola riportando le specialità, con le relative ricette, invitandovi a cucinare insieme, e devo dire che qualcuno lo ha fatto ed è stato piacevole condividere con voi questa passione.

Oggi qualcosa sembra essere cambiato. Un anno fa eravamo ancora in zona coprifuoco, limitazioni nei movimenti, economia rallentata, luoghi di svago chiusi, in attesa di un vaccino. Personalmente, ho evitato di viaggiare in quest’anno, tranne in qualche caso per necessità. Mi sono attenuta scrupolosamente al rispetto delle regole, sostenendole e sponsorizzandole più che potevo. Ho avuto la fortuna di incontrare nuove amicizie, altre le ho consolidate e altre ancora, mio malgrado, sono terminate.

Nel viaggio che faremo quest’oggi vi vorrei parlare di una serie televisiva che mi ha fatto riflettere sul tempo e di quanto io lo possa vivere intensamente, tale da cadere nell’errore di non quantificarlo ma di renderlo importante e prezioso soppesandolo qualitativamente, in base agli eventi che vivo.

Einstein ce lo ha insegnato che un bacio di due innamorati può sembrare un’eternità e magari dura poco più di qualche minuto. Questo è l’effetto che ho avuto per l’appunto, guardando The morning show.

Ho guardato la prima stagione qualche mese prima del lockdown, quando impazzava in tutt’America il movimento “Me too”. Volti più o meno famosi aprirono il vaso di Pandora che conteneva decenni di molestie da parte di personaggi influenti nei riguardi di persone che cedevano alle loro lusinghe, per restare nel mondo patinato dello star system e magari, in qualche caso, farci una brillante carriera. Proprio su questo tema si sviluppa la prima stagione di questa serie visibile su Apple tv, ambientata nel programma del mattino sul canale nazionale HBO (possiamo paragonarlo all’italiano Uno mattina), quindi sveglia alle 3.30 del mattino, l’autista che ti accompagna in studio, trucco e parrucco e 6.40 si va in onda. Protagonisti Jennifer Aniston nei panni di Alex Levy e il co-conduttore Bradley Jackson, interpretato da Reese Witherspoon, che viene accusato di molestie sessuali da colleghe e stagiste.

E mentre attendevo la seconda stagione, ecco arrivare la pandemia. Gli sceneggiatori hanno dovuto rivedere ed adattare questa stagione agli eventi che stavamo vivendo, quando dalla lontana Wuhan si iniziava a parlare di una “malattia respiratoria” che trovava posto nelle notizie del programma mattutino dopo la notizia di Harry e Megan.

Avrò forse un modo alterato di vivere e convivere col tempo che passa, guardare questa seconda stagione è stato un ricordo di un’era fa, forse proprio come succede a quei minuti “eterni” che due innamorati vivono, la spiegazione l’adduco alla totalità con la quale vivo gli eventi della mia vita.

Perché guardare The morning show? La seconda stagione sembra quasi omaggiare l’Italia: il protagonista Bradley Jackon si trasferisce sul lago di Como (probabilmente perché la prima nazione occidentale a vivere l’esperienza Covid) e lega un’amicizia con una documentarista interpretata da Valeria Golino, mentre l’altra protagonista Alex Levy positiva al Covid, chiuderà il finale di stagione con un programma serale, un volto amico e rassicurante che aiuterà i telespettatori ad affrontare quella “malattia respiratoria” che in molti ha procurato solitudine, inquietudine, paura. Il tutto accompagnato da canzoni italiane, di cui una in particolare ignoravo l’esistenza e dico grazie ad un programma americano che mi ha dato la possibilità di conoscerla: Presentimento degli Slim datata 1968.

Ci sarà una terza stagione? Io me lo auguro, attendiamo la decisione dell’azienda di Cupertino

3 risposte a “In un anno, un’altra era. THE MORNING SHOW, dal ME TOO alla PANDEMIA”

  1. Da veterana lettrice di questo fantastico blog, mi sono emozionata nel leggere questo articolo! Che poi le immagini, credo parlino in maniera autonoma!😉
    Buon compleanno!

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    1. Grazie mille, ti aspetto per un caffè (anche se non lo bevo)

      "Mi piace"

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