Riflessione sulla Giornata della Memoria con Monsieur Haffmann, una piece teatrale per il grande schermo

Quando ho deciso di creare questo blog nella sua interezza, nasceva dal desiderio di far avvicinare il lettore alle altre culture, di far viaggiare pur restando a casa, eravamo in tempo di pandemia. Man mano che il tempo trascorreva mi rendevo conto che la situazione stava cambiando e di lettori disposti a leggere quello che scrivevo venivano meno. Ed è anche per questo che in ogni post, e sopratutto per l’importanza che il tema di oggi ha, sono portata a farne solo un punto di riflessione, dal quale ognuno di voi potrà partire per approfondire altrove.

Imbattersi in temi così forti come quello legato alla Giornata della Memoria, si rischia di essere poco attenti, di eludere la storia, di essere superficiali. Eppure la realtà legata a questa giornata a me non è del tutta estranea, visto che la mia tesi di laurea mi ha portato a frequentare la comunità ebraica.

Di questa ricorrenza ogni anno se ne parla nelle scuole, largo spazio ai documentari in tv, come anche i palinsesti fatti di dibattiti (quasi sempre in tarda serata) senza tralasciare la vasta gamma cinematografica, tanto nella tv generalista quanto sulle piattaforme di streaming.

Pescando nel grande paniere delle offerte, ho rispolverato alcuni testi, soffermandomi sulle righe sottolineate, ho iniziato a guardare alcuni documentari e film, senza tralasciare i film di animazione. Poi mi sono ricordata di un film del 2021, che nasce come piece teatrale, ambientato a Parigi, e sono andata a riguardarlo: Addio, signor Haffmann.

Parigi 1941. François Mercier è un dipendente di un gioielliere, il signor Haffmann, aspira solo a creare una famiglia con la donna che ama, sognando di creare una propria linea di gioielli. Durante l’occupazione tedesca, i due personaggi stringeranno un accordo con conseguenze che sconvolgeranno le proprie sorti.

Si svolge quasi interamente in interni, la trama si sviluppa attraverso la contrapposizione dell’umiltà che diventa avidità e rivalsa sociale, con un finale inatteso. 

Per questo periodo storico è stato scritto tanto, ma questo film lo fa in modo originale. Ottima performance degli attori, Daniel Auteuil, Sara Giraudeau, Gilles Lellouche, che non fanno mancare la delicatezza della propria interpretazione per la drammaticità degli eventi. Una storia che descrive in modo coinvolgente due diverse anime, due diverse umanità: la generosità e l’onore per l’uno, la stabilità ricercata e la cupidigia per l’altro.

Buona visione

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