Ogni volta che si parla di Joseph Tusiani penso che non sia mai abbastanza, che ci sia troppo silenzio verso una figura così imponente, che spesso viene rilegato al ricordo degli amici di sempre, oppure da altre realtà come quella alla quale ho partecipato, grazie al Rotary club distretto 2120 della città di San Giovanni Rotondo, coordinata dal professor Michele Schiena.

Per chi segue il mio blog sa che insieme intraprendiamo un viaggio che ci porta a conoscere nuove terre, nuove culture nuovi sapori. Quest’oggi il nostro viaggio assume connotazioni del tutto personali, dal Gargano a New York.

Impugnando un martello di legno, che al rintocco della campana sono seguiti gli inni, il Presidente Rubini ha dato inizio all’evento promosso da una delle missioni dell’organizzazione stessa quale promozioni culturali, come affermato dal presidente: ”La cultura può colmare quel vuoto sociale che rischia di essere occupato dall’illegalità. Ci devono essere momenti di cultura, di approfondimenti culturali che siano di stimolo ai ragazzi, prendendo come esempi dei giganti della letteratura, come Joseph Tusiani.” Con la bravura di due attori quali Virginia Barrett, per la traduzione italiana delle poesie in dialetto sammarchese interpretate, da Raffaele Nardella, si è confermato il Tusiani conosciuto da tutti noi scanzonato, ironico e romantico. La parola è poi passata al giornalista RAI Enzo Del Vecchio che ha raccontato per vent’anni Tusiani il letterato, attraverso i documentari conservati negli archivi Rai. Quella parte del professore che ai sammarchesi è arrivata meno, devo ammettere. Come ben ha ricordato il Professor Antonio Motta, suo editore, Il professor Tusiani nella sua lunga carriera ha prodotto tantissimo. Ha incontrato personalità di spicco, quali il presidente Kennedy ad esempio che lo ha avuto ospite alla casa bianca. I suoi testi di Latino sono i più consultati dalle scuole americane, e i riconoscimenti e le onorificenze, come l’aver vissuto in America, sono solo a corredo di una vita spesa per la cultura. Mentre il sogno di “Giuseppe” era quello di diventare poeta. 

Forse perché ho vissuto il professore per ciò che si mostrava a tu per tu nella sua casa nell’uptown di Manhattan, l’intervento che ho sentito di più è stato quello della Professoressa Fusco, alla quale è andato tutto il mio apprezzamento nell’aver mostrato l’umiltà di un grande uomo, del suo essere sensibile che potevano venire solo dall’amore trasmesso dalle figure quali la nonna e la mamma. Ogni volta che ascolto qualcuno leggere la poesia che ha dedicato alla mamma sorrido perché ricordo quando seduto sulla sua poltrona ho chiesto: “come ha fatto a ricordare tutti i dettagli descritti nel romanzo sulla figura di sua madre?” e lui: ”le cose si ricordano solo quando si scrivono nel cuore”. Auspico a tutti i miei lettori di avvicinarsi alla conoscenza del Professor Tusiani perché è stato semplicemente ironico, un enorme letterato, ma soprattutto un grande uomo di cuore.